Espressione compiuta dell’architettura gotica, il Duomo di Milano è un monumento conosciuto in tutto il mondo, che ogni anno attrae migliaia di turisti, affascinati dalla bellezza, dall’imponenza e dal fascino senza tempo della cattedrale meneghina.
O mia bella Madunina…
O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan.
Era il lontano 1934 quando Giovanni D’Anzi, pianista milanese, compose questa popolare canzone, che ancora oggi, con leggerezza e ironia, esprime alla perfezione la “milanesità”.
La Madonnina cui si allude nel brano è, naturalmente, quella del Duomo di Milano, la storica cattedrale gotica che sorge proprio nel cuore del capoluogo meneghino e che è diventata negli anni il simbolo stesso della città.
Epicentro di storia, cultura e arte, il Duomo è una delle chiese più importanti di tutta Italia, nonché fulgido esempio di architettura gotica.
Un monumento che ogni anno è visitato da migliaia di persone: fedeli, certo, ma anche turisti, storici e appassionati d’arte, affascinati dalla bellezza imponente e immortale della cattedrale.
Storia Duomo Milano
La storia del Duomo di Milano
Il Duomo di Milano ha una storia lunga, iniziata al crepuscolo del XIV secolo e protrattasi per oltre 500 anni. L’opera di costruzione della cattedrale iniziò infatti nel 1386 , coinvolgendo architetti francesi e tedeschi, tra cui Jean Mignot e Jacques Coene; come ingegnere capo del cantiere fu chiamato Simone D’Orsenigo, mentre a un altro francese, Nicolas de Bonaventure, fu affidato il compito di disegnare gli imponenti finestroni in vetro.
Che el Dòmm sorgesse proprio dove si trova ora era scritto nel destino: il terreno dove è ubicata la chiesa, infatti, era già considerato sacro, ospitando in origine un tempio dedicato a Minerva e successivamente l’antica cattedrale di Santa Maria Maggiore.
Il Duomo, invece, fu dedicato per volere del vescovo Ambrogio alle sante Tecla e Pelagia.
Il progetto originale dell’edificio prevedeva la realizzazione di tre navate, con cappelle quadrate ai lati; successivamente, il numero delle navate salì a cinque, eliminando invece le cappelle.

Principali caratteristiche del Duomo di Milano
Lo stile del Duomo di Milano è unico, essendo il risultato di correnti artistiche e architettoniche che si sono susseguite nel corso del tempo.
Nei 500 anni che sono serviti per ultimare la cattedrale, infatti, anche il modo di costruire è cambiato e il Duomo ne ha inevitabilmente subito le conseguenze, presentandosi oggi come un’opera sui generis non comparabile ad altre chiese europee. L’edificio si slancia nei suoi 108 metri di altezza, richiamandosi alla struttura verticale tipica dell’architettura transalpina; questa peculiarità, tuttavia, è mitigata dagli spazi orizzontali e dal poco scarto in altezza tra le navate, cifra distintiva del gotico lombardo.
Oltre alla contaminazione delle diverse tradizioni architettoniche, ciò che rende il Duomo un edificio unico nel suo genere è la decorazione.
A cominciare dalle numerose sculture che ornano la cattedrale, realizzate dal XIV al XX secolo da artisti come Michelino da Besozzo o Giovannino de’Grassi, senza contare il contributo dei maestri campionesi e boemi. L’altro straordinario filone decorativo è invece costituito dalle vetrate, 55 in tutto, frutto della maestria di vetrai italiani, fiamminghi e tedeschi, che lavoravano fianco a fianco con pittori quali Pellegrino Tibaldi e Giuseppe Arcimboldo, producendo un vero e proprio capolavoro che ancora oggi abbiamo la fortuna di poter ammirare.
Curiosità sul Duomo di Milano
Realizzato in mezzo millennio di storia, il Duomo di Milano si distingue non solo per le sue peculiarità architettoniche, ma anche per curiosità e leggende che contribuiscono ad accrescere ulteriormente il fascino della cattedrale.
Statua della Libertà
Per esempio, in pochi sanno che, proprio su questo edificio, sorge la Statua della Libertà originale, costruita nel 1810, ben prima che i francesi ne facessero dono agli americani e che diventasse il simbolo stesso degli U.S.A.
A proposito di statue, il Duomo è la chiesa che ne vanta la cifra più elevata: 3.400 in tutto, di cui alcune poste in punti irraggiungibili.
Altre curiosità legate alla cattedrale meneghina sono la misteriosa luce rossa che illumina un punto proprio in cima all’abside, dove viene custodito uno dei chiodi, che – si presume – fossero stati utilizzati per crocifiggere Cristo e l’espressione “mangiare a ufo”, che tradizione vuole sia nata proprio durante la costruzione dell’edificio. Sui materiali destinati al cantiere, infatti, veniva apposta la scritta Ad UFA (acronimo di Ad Usum Fabricae Ambrosianae) che li contrassegnava come merce non soggetta alle tasse doganali.